Il Gatto di Mousehole

di Silvia Corrà

Il Gatto di Mousehole è una leggenda ambientata in questo stesso luogo, che ha dato vita a una festa tradizionale celebrata ogni anno.

Mousehole è un piccolo e caratteristico villaggio di pescatori che si trova sulla costa occidentale della Cornovaglia.

Il suo nome suona divertente, letteralmente “buco del topo” in italiano.

Sono state avanzate diverse teorie sull’origine della denominazione: la più conosciuta è che si riferisca alla piccola apertura tra i frangiflutti costruiti a protezione del porticciolo. Oggi lo stretto passaggio è di certo il segno distintivo di Mousehole.

il gatto di mousehole

L’apertura tra i frangiflutti nel porto di Mousehole

Esistono diversi racconti ambientati in questa località, ma il più celebre si basa su una leggenda tramandata da moltissimi anni e più recentemente adattata dalla scrittrice locale Antonia Barber in un libro per bambini, The Cat of Mousehole (Il Gatto di Mousehole).

Essa narra la vicenda di un abitante del villaggio, un vecchio pescatore di nome Tom Bawcock e della sua gatta.

Tanto tempo fa, nel villaggio viveva una gatta il cui nome era Mowzer.
Stava in un vecchio cottage con una finestra che guardava il porto, una vecchia sedia a dondolo con i cuscini in patchwork e un anziano pescatore di nome Tom.

I due vivono una vita tranquilla al villaggio, ogni giorno con un buon piatto di pesce catturato e cucinato da Tom. Ma un anno giunge un inverno terribile. Soffia la forte burrasca e il mare si infuria. Mowzer capisce che è giunto un avversario molto potente a cacciare chiunque si avventuri in mare.

Il Grande Gatto delle Tempeste si sta svegliando, pensò Mowzer mentre osservava fuori dalla sua finestra. Quando inizia a ringhiare, è meglio rintanarsi dentro casa al calduccio.

Con il maltempo i pescatori non possono uscire a raccogliere il pesce, perciò la gente è costretta a mangiare ciò che rimane in casa. E ben presto, non rimane più nulla. Vani sono i tentativi di passare attraverso l’apertura delle barriere al porto, il Grande Gatto delle Tempeste è sempre lì pronto ad agguantare le barche. Con l’avvicinarsi del Natale, il vecchio Tom prende una decisione.

“Bisogna che qualcuno esca a pescare, e penso che dovrò essere io. Andrò domani, mia cara Mowzer” disse l’anziano, “e non rientrerò senza aver catturato dei pesci”.
Mowzer allora fece le fusa ancora più forte, per dirgli che lo avrebbe accompagnato. Perché era solo un uomo, pensava, e gli uomini sono come topolini indifesi nelle zampe del grande Gatto delle Tempeste.

I due si imbarcano insieme in una missione che pare senza speranza. Ma Mowzer è una gatta molto intelligente: nella sua vita le è capitato di cantare spesso per tranquillizzare i gattini irrequieti ed è quello che prova a fare anche questa volta, per calmare il Grande Gatto della Tempesta. La sua dolce melodia riesce infatti a incuriosirlo, tanto da permettere loro di raggiungere il mare aperto e lanciare le reti. Mowzer canta per tutto il giorno, ogni volta in cui sembra che le onde vogliano ribaltarli e il vento spazzarli via. E a fine giornata, Tom riavvolge le reti nella barca per scoprire un bottino sufficiente a sfamare tutto il villaggio. Manca solo il viaggio di ritorno: il momento in cui lei sa che l’enorme creatura proverà a papparseli una volta per tutte.

il gatto di mousehole

Illustrazione di Nicola Bayley, The Mousehole Cat, Walker Books, 1990

Mentre si immaginò lo stufato di pesce ribollire piano sopra la stufa e allo star-gazy pie che nel forno diventa dorato, Mowzer iniziò a fare le fusa. Perplesso, il Grande Gatto della Tempesta  arrestò il suo ululato, allungando l’orecchio per ascoltare questo strano suono. Gli sembrava quasi di conoscere quel motivetto, l’aveva sentito molto tempo prima quando non era altro che un cucciolo.

Ancora una volta, gli sforzi di Mowzer salvano la barchetta, che ora arranca di nuovo verso il porto di Mousehole. Ammaliato dalle fusa che sente, il Grande Gatto della Tempesta si unisce nell’intonare quel suono. Allora il mare finalmente si calma e il vento si assopisce. Quando Tom e Mowzer riescono a imboccare nuovamente la minuscola entrata nel porto del villaggio, la tempesta è ormai passata e nel cielo splende la luna.
La gente è radunata al molo ad aspettarli, con una miriade di lanterne accese.

Quella notte, a Mousehole ci fu un gran daffare di pentole e fuochi accesi, per cuocere tutto il pesce pescato dal vecchio Tom. Infine i gatti e la loro gente poterono banchettare e festeggiare insieme, finché la fame non fu solo che un lontano ricordo.

Dagli anni ’50, il 23 Dicembre a Mousehole è tradizione festeggiare il giorno di Tom Bawcock, in cui lo Stargazy Pie, una specie di torta salata con un ripieno di pesce, viene preparato per ricordare la leggenda del pescatore che salvò il villaggio.

il gatto di mousehole

Una versione dello Stargazy pie. Credit: countrylife.co.uk

Oggi Mousehole pullula di gadget e souvenir che celebrano il racconto conosciuto da tutti, molti di essi decorati con le stupende illustrazioni eseguite da Nicola Bayley per la prima pubblicazione del libro per bambini.
Qualcuno afferma che passeggiando tra le stradine del villaggio, se si osserva bene, si possa ancora incontrare il Gatto di Mousehole accoccolato in un angolo a godersi il sole…

Tutte le citazioni sono rivisitazioni personali tratte dell’opera originale di Antonia Barber, The Mousehole Cat, Walker Books, 1990

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