Cosa visitare in Cornovaglia (parte 2)

di Silvia Corrà

Continuiamo la nostra lista di Cosa Visitare in Cornovaglia con la parte 2. Sei pronto a prendere appunti?

Land’s End

Land’s End, cioè la fine della terra. Il punto più sud-occidentale di tutto il Regno Unito. Qui è stato costruito un parco divertimenti per la gioia delle famiglie e dei bambini. Non parliamo di giostre e ottovolanti, ma di alcune attrazioni al chiuso che propongono attività divertenti per i più piccoli. Vi sono poi innumerevoli chioschi di cibo e bevande, oltre che negozietti di souvenir.

Il protagonista della scena è il cartello che segnala la località di Land’s End e che indica la distanza da John O’Groats in Scozia. Poco più spostata verso nord si trova The First and Last House, in cui ha trovato posto un altro localino per turisti.

Il parco divertimenti può piacere o non piacere, in generale; a parer mio è giusto darci un’occhiata e poi passare oltre. Ciò che non bisogna assolutamente perdersi a Land’s End è una passeggiata sulle scogliere attorno. Spesso dimenticato è infatti il maestoso Enys Dodnan Arch, l’arco naturale che si erge dal mare a circa 20 minuti di camminata a sud del parco. Una meraviglia selvaggia. A nord dello stesso parco, invece, il sentiero prosegue sulla costa fino a raggiungere Sennen Cove, una delle baie più amate dai surfisti. A metà del tragitto di circa mezz’ora, segnalato da un piccolo cartello a sinistra del sentiero, si trova il relitto della RMS Mülheim, una nave cargo che naufragò su questi scogli nel (vicino) 2003.

Il famoso cartello a Land’s End

Enys Dodnan Arch, la meraviglia naturale a sud di Land’s End

Porthcurno e il Minack Theatre

La spiaggia di Porthcurno dista da Land’s End poco meno di 20 minuti in auto. Una delle spiagge di cui parlo nell’articolo 5 spiagge da vedere in Cornovaglia. E’ considerata una delle più belle spiagge in Regno Unito, e non a caso. La sabbia è un agglomerato di minuscole scaglie dorate, punteggiata da piccole conchiglie bianche. Contornata a sud dal promontorio di Logan Rock, appare selvaggia nonostante il vicino Minack Theatre attragga molti visitatori nella sua valle.

Il Minack Theatre è un teatro all’aperto costruito secondo la conformazione della scogliera. Nacque nel 1932 dall’idea illuminata di una donna, la signora Rowena Cade. Originaria di Porthcurno, la Cade installò qui una cornice spartana per la rappresentazione de La Tempesta di Shakespeare. L’evento ebbe tanto successo da essere riproposto ogni due anni, mentre la donna iniziava la costruzione di uno spazio più organizzato. Negli anni ’40 la guerra arrivò fino a Porthcurno, bloccando tutti i lavori. Nonostante tutto Rowena Cade non dimenticò il progetto: finalmente nel 1949, senza alcun finanziamento economico ma  con l’aiuto del fidato giardiniere Billy Rawlings, poté finalmente riprenderne la costruzione. I due utilizzarono le materie prime a disposizione sul luogo, come la sabbia della spiaggia sottostante per creare il cemento. L’aspetto odierno del teatro è frutto di oltre cinquant’anni di duro lavoro; i sedili “d’onore” vennero tutti personalmente decorati dalla Cade con un cacciavite sul cemento fresco.

Vale davvero la pena di visitare il teatro e il piccolo spazio espositivo annesso, in cui si racconta la storia della sua creatrice. Da questo punto rialzato si gode di un panorama mozzafiato su tutta la baia.

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Il promontorio di Logan Rock che domina su Porthcurno

Una rappresentazione al Minack Theatre

Marazion e St Michael’s Mount

Stop consigliatissimo al villaggio di Marazion, davanti al quale si staglia l’isola tidale di St Michael’s Mount.

L’isola accoglie poche casupole e un castello sulla sua cima, la dimora ancora parzialmente abitata della famiglia nobiliare dei St Aubyns. Con la bassa marea la strada ciottolata che la raggiunge emerge dalle acque del mare, permettendo ai visitatori di percorrerla interamente da Marazion.

Se questa immagine ti suona familiare, hai tutte le ragioni: infatti St Michael’s Mount, in origine, era di proprietà degli stessi monaci benedettini della più famosa Mont Saint Michel in Francia. Qui vi costruirono un monastero, che nel corso del tempo venne poi trasformato. Divenne prima una fortezza attrezzata, per poi assumere le forme del castello che oggi conosciamo.

Attualmente raggiungere l’isola per una semplice passeggiata è permesso a titolo gratuito. Sul sito ufficiale di St Michael’s Mount si possono invece acquistare i biglietti per visitare i giardini e/o l’interno del castello. Durante l’alta marea, sono a disposizione barchette per il trasporto da un capo all’altro. Attenzione alle giornate di vento forte: accade che l’isola venga chiusa e i biglietti quindi rimborsati.

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Vista di St Michael’s Mount dalla spiaggia di Marazion

Lizard Point e Kynance Cove

Dopo il punto più a sud-ovest, è il turno del punto in assoluto più meridionale della terraferma inglese. Si tratta di Lizard Point, sull’omonima penisola. La storia racconta che queste coste siano tra le più pericolose dell’intera Cornovaglia, teatro di innumerevoli naufragi. A Lizard Point si osserva quindi un grande faro, che durante le giornate più uggiose suona in modo ritmico per segnalare la terra ai naviganti.

Da Lizard Point, prendendo il sentiero verso nord, si raggiunge la stupenda spiaggia di Kynance Cove, incastonata tra i suoi scogli scuri. La passeggiata panoramica dura circa 40 minuti ed è stata recentemente risistemata per renderla più accessibile a chiunque. Kynance Cove è anch’essa entrata di diritto tra le 5 spiagge da visitare in Cornovaglia.

Sul lato opposto della penisola rispetto a Kynance Cove si trova il villaggio di pescatori di Cadgwith, un piccolo gioiello che pare essere rimasto bloccato nel tempo. Perdersi tra i suoi cottage bianchi e dai tetti in paglia è come fare un vero proprio balzo nel passato. Molto curiosa è anche la chiesetta di St Mary, appollaiata su un lato della valle e costruita interamente in lamiera.

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La maestosa Kynance Cove

Il porticciolo del villaggio di Cadgwith

Falmouth e castello di Pendennis

Delle località da visitare in Cornovaglia, Falmouth è un centro votato al turismo, sebbene il suo grande porto sia ancora molto sfruttato per l’attività della pesca. Le vie del centro brulicano di negozi per turisti, alcuni più commerciali, altri locali e artigianali.

Il Museo Marittimo della città si trova proprio accanto al molo principale. Si tratta sicuramente di uno degli spazi espositivi più importanti della Cornovaglia; qui viene raccontata la storia marittima della regione, con oggetti recuperati dal territorio e dal mare locale. Oltre alla mostra permanente, il museo propone numerosi eventi durante l’anno e particolari attività dedicate alle famiglie e ai bambini.

Simbolo principale di Falmouth è sicuramente il Castello di Pendennis, una fortezza militare voluta da Enrico VIII attorno al 1540 come base difensiva per eventuali invasioni straniere dal mare. La sua posizione rialzata sulla collina, e accanto alla foce del fiume Fal, risultò utile per oltre 400 anni. Il luogo venne continuamente adattato per ospitare le guarnigioni. Il Castello di Pendennis servì infatti i corpi militari durante la  guerra civile inglese (1646), le guerre napoleoniche agli inizi del 1800, e sia la Prima che la Seconda guerra mondiale. Oggi la visita permette non solo di ammirare l’antico edificio e di conoscerne i suoi segreti, ma anche di esplorare l’importanza strategica che ebbe nel corso del tempo.

Da non perdere al Castello: lo spettacolo dello sparo con i cannoni, a mezzogiorno di tutti i giorni durante l’apertura delle visite.

Charlestown

Charlestown: con molta probabilità si tratta il porticciolo storico più utilizzato dai set cinematografici. Il centro è minuscolo, ma il molo in muratura è davvero ben conservato. Quest’ultimo è un vero e proprio piccolo museo a cielo aperto, in cui è possibile fare una breve passeggiata e “scoprire” alcuni oggetti di scena di film e serie tv che qui sono rimasti dopo la fine delle riprese. Tra questi tesori si possono vedere anche alcune barche ormeggiate, riproduzioni fedeli delle imbarcazioni storiche.

Charlestown ospita inoltre il Shipwreck Treasure Museum, ovvero il museo dei tesori recuperati dai naufragi. Si tratta di circa 8000 oggetti pervenuti da un centinaio di relitti diversi. Una vera culla di sorprese e storia. Il museo è collegato a tunnel sotterranei in cui un tempo si trasportava il caolino dalle cave al porto del villaggio. (Attenzione! Secondo il sito ufficiale del Museo, attualmente i tunnel sono chiusi al pubblico a causa degli spazi ristretti e l’impossibilità di assicurare un adeguato distanziamento sociale. Sono però in programma le riaperture in modalità adeguata per la fine del 2022).

Il porticciolo storico di Charlestown

Le imbarcazioni ormeggiate lungo il molo di Charlestown

Polperro

Polperro è un luogo iconico, tranquillo, colorato. Qui si ritrova lo spirito di un villaggio cornico sulla Manica, esattamente come ci si aspetterebbe. Isolato nella natura, incastonato nella valle, integro e fermo nel tempo. Non per nulla si trova all’interno di una AONB, Area Of Outstanding Natural Beauty.

Qui troviamo un piccolo museo dedicato alla storia della pesca e del contrabbando in questa area. Molto celebre tra i visitatori britannici per essere comparso in TV, invece, è il modellino del villaggio attraverso cui è possibile addirittura camminare. L’attrazione è aperta alle visite da Maggio a Ottobre.

Vista della graziosa Polperro e del suo porticciolo – Mr Gibbon Fitzgibbon

Qui termina la lista di Cosa visitare in Cornovaglia (parte 2)! Seguendo questi consigli, avrai modo di ammirare la Cornovaglia in tutte le sue meravigliose sfaccettature. Ti sei perso la prima parte? Trovala cliccando qui.

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Ciao! Sono Silvia, appassionata della Cornovaglia dal 2018 e Travel Designer certificata.

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